martedì 13 dicembre 2011

Forse No

Mi sono sempre convinto dell'impossibilità di capire le persone e ancora di più dell'impossibilità di essere capito dalle persone. E' inevitabile che sia così. Il primo veicolo di comunicazione è la parola, e nulla più della parola è sottomessa all'interpretazione soggettiva di chi ti ascolta, a pensarci bene siamo come un grande filtro che assorbe e assimila le parole per poi plasmarle in un concetto logico a noi conosciuto e facendo ciò assoggettiamo quanto ascoltiamo al nostro pensare, al nostro ragionare, al nostro background. Ad essere più corretti però è il significato che ne traiamo ad essere filtrato e modificato, per il diverso impatto che l'accozzaglia di parole insieme dà al nostro subconscio.
Il secondo veicolo sono i gesti. Quante volte ci capita di dire "forse hai frainteso il mio gesto", "non era proprio quello che volevo dire" e così via?! Immagino tante o almeno, a me, è capitato parecchie volte. Quanto detto per le parole non può che valere per i gesti, a mio parere, ancora più condizionati dal filtro umano. Il significato inconscio e profondo che posso dare io a un gesto è senz'altro differente da quello che può dare una qualsiasi altra persona; per quanto possa avvicinarsi è sempre, seppur minimamente, diverso.
Quello che facciamo ogni volta è di provare a capirci, non capirci.
Arrivare il più vicino possibile a capire una persona significa mettersi nei suoi panni, provare a ragionare secondo i suoi valori, i suoi sensi, il suo pensiero...pare impossibile ed in parte lo è perchè bisogna prima di tutto conoscere la persona che abbiamo di fronte, conoscere il suo passato, il suo presente e tutto ciò che ne deriva e allora a quel punto possiamo provare a capirla ma non prima.
Capire davvero una persona significa permeare il proprio pensiero con quello della persona che abbiamo di fronte, significa provare empatia ed entrare in una sorta di sintonia emotiva che ci permetta di cogliere a pieno il significato di ogni parola e di ogni gesto.
E allora è praticamente impossibile riuscire a capirsi, o forse no.

lunedì 12 dicembre 2011

La Paura

Credo che sia normale avere paura. Sarei uno sciocco a pensare che non ho paura di nulla eppure c'è parecchia gente che lo afferma con sicurezza. Molte delle nostre decisioni sono spesso dettate da una paura, la paura di sbagliare, la paura di deludere qualcuno, la paura di non riuscire come vorremmo, la paura di non essere adatti. La paura è presente in molti nostri gesti quotidiani, senza nemmeno rendercene conto siamo governati da un nostro timore, alle volte nascosto dietro a giustificazioni più o meno veritiere altre volte ben chiara ed evidente.
Avere paura non significa essere deboli, avere paura significa avere consapevolezza dei propri limiti. Dovrebbe sorgere spontaneo riconoscere questa paura come un naturale sprono a raggiungere questi limiti, siano essi fisici o siano essi psicologici. La paura ci può aiutare a migliorare se impariamo a riconoscerla, affrontarla e gestirla ma allo stesso tempo può diventare il nostro ostacolo maggiore.

venerdì 9 dicembre 2011

Ti Amo

Vorrei dirtelo in ogni modo
con ogni gesto
con parole nuove
con un sorriso
con una carezza
vorrei dirtelo con un bacio
vorrei sussurrartelo all'orecchio
e gridarlo al mondo
vorrei dirtelo ogni giorno con il bacio del risveglio
e ogni notte con un abbraccio che ti accompagna tra i tuoi sogni
vorrei dirtelo
solo
a Te

martedì 6 dicembre 2011

Così

"Ci si innamora così, cercando nella persona amata il punto a nessuno rivelato,che è dato in dono solo a chi ascolta con amore.
Ci si innamora da vicino ma non troppo, ci si innamora da un angolo un poco in disparte, in una stanza presso una tavolata, seduto in un giardino dove gli altri ballano." (E.De Luca)

lunedì 5 dicembre 2011

L'onda


Vago un po’ alla disperata, quando sto bene e sono su, tutto gira, tutto funziona, tutto luccica e sbarluccica poi basta un niente, una parola in più o in meno, un gesto strano o inaspettato, un silenzio o uno sguardo mancato e tutto crolla. E’ difficile stare sulla cresta e cavalcare un’onda di una portata e di un’imponenza maestosa, ti aggrappi dove puoi e cerchi di non perdere il controllo, se cadi e finisci sotto l’onda sei spacciato ma, se hai la forza e la perseveranza di cavalcarla fino in fondo dovresti essere ripagato di tutti gli sforzi compiuti. Non sarà un traguardo, sarà un nuovo percorso, un nuovo inizio e una nuova sfida da intraprendere, con più forza, con più vigore e con più coraggio, perché la prima onda l’hai presa e l’hai domata…il solo problema è farlo.

venerdì 25 novembre 2011

Un segno indelebile

Non so esattamente cosa spinga due persone a legarsi. Forse la sintonia, forse le risate, forse le parole. Probabilmente l'incominciare a condividere qualcosa in più, a parlare un pò di sè, a scoprire pian piano quel che il cuore cela. Imparare a volersi bene. O forse accade perchè doveva accadere. Perchè le anime son destinate a trovarsi, prima o poi. (P.Coelho)
La condivisione è ciò che lega inevitabilmente due persone, condividere esperienze, condividere emozioni, condividere il proprio modo di vivere e di pensare. Legarsi significa ascoltare, significa capire e quando non si riesce a capire, significa sforzarsi e provare a farlo.
Bisogna impegnarsi perchè così è nei momenti facili e leggeri ma così dev'essere anche e soprattutto nelle difficoltà, in quei momenti in cui la testa chiede solamente di essere staccata e spenta ma che si sottomette a quanto il nostro cuore ci suggerisce. Non è semplice nè tantomeno ovvio ma è quanto dovremmo provare a perseguire, senza aspettative e senza angoscie.
Condividere la propria vita è condividere se stessi, con i propri pregi e i propri difetti, ma saranno quelle persone che impareranno a capire e ad affrontare i nostri difetti quelle che inevitabilmente lasceranno un segno indelebile dentro di noi.

mercoledì 23 novembre 2011

L'intreccio di una vita

La nostra vita s'intreccia a doppio filo tra sogno e realtà. Nasciamo e cresciamo in una bambagia di pura fantasia, accoccolati tra le braccia dei nostri sogni e delle persone che ci vogliono bene, assaporiamo qualche briciola di realtà come fosse qualcosa di estraneo alla nostra esistenza e pian piano le piccole briciole diventano sempre più importanti, sempre più presenti e sempre più insistenti. Quando diventiamo "adulti" la nostra vita sembra dover diventare solamente pura "realtà", diventiamo pragmatici, portati a vivere le nostre emozioni come semplici derivazioni delle nostre azioni, perdiamo la coscienza e la conoscenza dell'esistenza di quell'altro filo conduttore della nostra esistenza.
Il sogno non è più presente in noi se non come componente incosciente e innaturale, lo identifichiamo principalmente come qualcosa che ci distoglie dalla vità e dalla realtà, un rifugio nei momenti di difficoltà, ma un rifugio instabile, senza capacità rigeneratrici di alcun genere...insomma lo snaturiamo completamente.
Più cresciamo più cerchiamo disperatamente di districare questi due fili, dicendoci ripetutamente che non possono coesistere insieme, che è fuori natura, che è deleterio. In realtà sognare non significa distrarci e distoglierci dalla realtà, sognare ci aiuta a superare i nostri limiti, a spostarli oltre il limite che la ragione e la realtà ci impongono. Sognare significa capire a fondo e comprendere le nostre emozioni per aiutarle a prendere una forma reale, per materializzare i nostri desideri. Come posso essere soddisfatto della mia realtà se non ho la capacità primaria di plasmarla grazie alla mia fantasia? Probabilmente non lo sarei mai.
Dobbiamo smettere di concentrarci nel districare questi due fili, piuttosto, dobbiamo imparare a coltivare questo legame che, già di per sè, con il tempo tende a sciogliersi. Diventare padroni della propria vita significa anche diventare coscienti di questo legame e imparare a preservarlo e coltivarlo.

lunedì 29 agosto 2011

Distrazioni

Ho imparato a distrarre la mia mente e ho imparato a capire che non ho modo per soggiogarla al mio volere. Ogni pensiero nasce, cresce e si consolida con grande involontarietà senza che io possa piegarlo a mio piacimento. Spremo il mio fisico al limite per spegnere il più possibile la testa ma sono impotente alle mie emozioni.

martedì 2 agosto 2011

Crescere

Quando avevo 15anni mi guardavo allo specchio e mi immaginavo come sarei diventato da lì a una decina d'anni, fantasticavo su ogni cosa, sulle persone che mi avrebbero circondato, su quelle che avrei conosciuto e su quelle che avrei perso strada facendo. Bramavo di arrivare come un lampo dieci anni più avanti e godermi la mia vita ma il tempo non passava, inchiodato alle giornate di scuola e ai pomeriggi monotoni.
Adesso che ci sono arrivato mi guardo indietro e non capisco come sia possibile che il tempo sia volato così veloce, tanti ricordi ammassati uno sull'altro, tante emozioni, tante persone sulla mia strada, tante gioie e tante delusioni. Rimpiango quasi di averli vissuti così in fretta ma in fondo è anche questo parte di noi, desiderare ciò che non abbiamo o che abbiamo già avuto. Nessun grande rimpianto ma tante piccole cose che vorrei poter tornare indietro a correggere anche se fermandomi un attimo a pensare, tutte quelle piccole cose che vorrei cambiare cambierebbero inevitabilmente anche me e io tutto sommato mi piaccio come sono. Sono i miei sbagli ad avermi fatto crescere, le difficoltà affrontate ad avermi reso più forte, le gioie provate ad avermi caricato di energia...io sono ognuno dei giorni passati della mia vita!

mercoledì 27 luglio 2011

Plasmiamoci

La vita è fatta di scelte, a volte semplici, a volte scontate, a volte difficili e all'apparenza quasi impossibile, scelte che facciamo con leggerezza e scelte che non riusciamo a fare, scelte che facciamo con coscienza, scelte che facciamo inconsciamente, scelte che potrebbero cambiare la nostra vita, scelte che non determinano nulla e scelte che invece la nostra vita la cambiano drasticamente.
Non è semplice, quasi mai, trovarsi di fronte ad una possibilità di scelte, affolliamo la mente di pensieri che si confondono uno sull'altro e ci oscurano la visuale, pensieri che si ammassano e che per assurdo ci svuotano la testa, ci rendono incapaci di decidere ciò che veramente desideriamo.
Non importa scegliere secondo quanto sia giusto o sbagliato, importa scegliere secondo ciò che realmente desideriamo, secondo quanto il nostro cuore e non la nostra testa suggerisce. Noi non siamo immersi in un destino scritto che ci conduce placidamente verso una meta, siamo noi stessi la meta ed è nostro compito plasmare al meglio possibile il nostro destino, o meglio, il nostro percorso fine a scoprire chi realmente siamo e vogliamo essere.

mercoledì 20 luglio 2011

Stupiscimi

Chissà cosa passa per la testa delle persone. Ogni tanto mi ritrovo a guardare le persone, osservarle attentamente curioso di scoprire cosa riempie la loro testa, quali pensieri, quali sogni, quali paure, quali desideri. Credo la mia sia solo curiosità, magari di poter associare alcuni gesti o alcuni modi di fare con il pensiero stesso, come se ci fosse sempre una diretta conseguenza tra gli uni e gli altri.
Mi affascina questa cosa, come se si potesse trovare un meccanismo "universale" che determina i nostri comportamenti, una specie di canovaccio su cui poi ogni personalità costruisce suo modo tutta una serie di sfaccettaure molteplici a differenziarsi dagli altri, ma che pur sempre si basa su una trama universale.
Eppure non finirò mai di stupirmi delle persone!

martedì 19 luglio 2011

Le piccole cose


Una cosa che mi spaventa sono le coincidenze. Quante volte siamo talmente concentrati su ciò che ci sta intorno senza in realtà soffermarci sulle piccole casualità, siamo attenti ai grandi cambiamenti ai grandi avvenimenti alle grandi azioni ma poi non ci accorgiamo di come siano le piccole causalità a direzionare la nostra vita. Mi spaventa pensare di aver potuto incontrare persone che avrebbero in qualche potuto cambiare la mia vita e non essermi nemmeno accorto di loro, talmente concentrato sulla voglia di incontrarle da non accorgermi di averle vicino a me.
E se queste casualità davvero le ho sapute cogliere? Ecco che ciò che capisco è che le persone che ho vicino, quelle che realmente posso pretendere di conoscere un pochino sono frutto di qualcosa che normalmente verrebbe da chiamare destino, ma è proprio così?
Penso a uno sguardo, alla capacità emotiva e comunicativa di due occhi che si soffermano su di te e che poche volte si soffermano dentro di te. Queste sono le casualità che veramente governano la mia vita, quelle strane vibrazioni che un’apparente sconosciuto riesce a trasmetterti con uno sguardo o con un solo sfiorare, quasi impercettibile ma che più di ogni altra cosa sa dirti ciò che realmente è. E improvvisamente quell’apparente sconosciuto diventa qualcosa di più, diventa la chiave per arrivare a comprendere un granello in più di me stesso, eh si, perché è così che va, impari a conoscere e a scoprire questa persona e inconsciamente impari a conoscere te stesso.
Io mi ritengo una persona fortunata perché le casualità mi hanno condotto ad incontrare una sconosciuta che ha cambiato la mia vita o forse sarebbe meglio dire che mi ha donato questa vita. Ho imparato a capire le mie emozioni, a percepire a fondo la natura e la profondità di queste emozioni e l’ho fatto nel modo più naturale ma anche più difficile…ho incontrato una persona che me le ha fatte scoprire e conoscere. Insomma la difficoltà è solo legata alla fortuna di poter incontrare una persona capace di capirti con uno sguardo, capace di emozionarti con il tocco di una mano, capace di stregarti con un bacio, capace di desiderarti con un respiro, questa è la fortuna e questa fortuna è stata solo frutto della casualità, quella casualità che tanto mi spaventa ma che per fortuna ho imparato a capire.
Non importa cercare di forzare la nostra vita e i nostri desideri, non siamo noi a cercarli e a costruirli, o almeno non in toto, ma sono loro a cercare noi, a costruire la nostra vita e la nostra strada, ci conducono dove dobbiamo andare e noi dobbiamo solo stare attenti a coglierle e sapergli dare la giusta importanza, a coltivarle e accrescerle. Noi siamo frutto delle piccole cose che sappiamo cogliere e accrescere.

Lo scopo della pagina

Un'accozzaglia di pensieri, così come mi vengono ogni volta che mi vengono, una sorta di diario interiore messo nero su bianco, oscillante sul mio stato d'animo e valvola di sfogo per la mia mente!

Svegliarsi la mattina


Il mondo ti chiede di essere spietato, un cane randagio che pensa solo alla propria sopravvivenza, non esiste aiutare ed essere aiutato oppure rischi di finire in pasto a qualche animale più feroce eppure la gente ti guarda e si chiede “perché non sei felice?” “perché non sorridi?” la vita è difficile ma è tanto difficile quanto bella.
Avevo imparato a sopportare il dolore come parte integrante del mio essere, come se fosse una componente essenziale del mio esistere, forse mi sbagliavo, ho provato a cambiare e sono cambiato e una volta fatto sono di nuovo al punto di partenza, mi chiedo se sia stato giusto cambiare se questo cambiamento mi ha dato qualche giovamento e la risposta che mi do in questo momento è no.
Mi sveglio all’alba che sono più stanco di quando mi sono infilato sotto le lenzuola umidicce la sera, i pensieri mi affollano la mente e non mi lasciano vivere, impegno tutte le mie forze per non pensare e più mi sforzo di non pensare più i pensieri si accumulano uno sull’altro confondendomi ancora di più. Avrei voglia di scoperchiarmi la testa e tirare fuori tutti questi pensieri, svuotarmi e liberarmi da ogni cosa, ricominciare da zero come scrivere su una pagina bianca ma non so nemmeno da che parte iniziare. Sono tanto bravo ad aiutare le persone, ad ascoltare i loro problemi e consigliare su quali potrebbero essere le strade giuste da percorrere per risolverli, mi riesce quasi naturale quasi come fosse una mia dote nascosta sopita fino a qualche tempo fa e improvvisamente esplosa. Poi mi guardo allo specchio e vedo una persona fragile, debole che cerca disperatamente di trovare il proprio posto nella sua storia, nemmeno nella storia di qualcun altro, nella sua. Non ci riesco. Sono sperduto, vago alla speranza di trovare d’un tratto quello di cui ho bisogno ma nemmeno so di cosa ho bisogno, forse una persona forse una cosa forse un animale forse un aiuto forse del buio forse di sparire forse di dimenticare forse di niente.
Perché quando ascolto le persone riesco ad essere lucido e colpire in pieno su ciò di cui hanno bisogno? Mi riesce facile, mi riesce naturale, mi riesce scontato ma con me non funziona.
Paradossalmente mi sento pieno, colmo e pronto ad esplodere, la mia testa è una pentola a pressione che è rimasta troppo tempo sul fuoco e si prepara al botto, ma la mia anima è vuota, ricca di emozioni e di desideri ma vuota, leggera come una piuma fluttua nell’aria alla ricerca di un appiglio cui aggrapparsi. Le persone non mi capiscono, magari non mi ascoltano, magari non sono interessante o magari lo sono troppo ma, le persone non mi capiscono.
Vorrei che qualcuno avesse la forza e la voglia di guardare veramente cosa c’è dietro la mia faccia, dietro le mie belle parole, dietro i miei modi un po’ bruschi e diretti ma quasi sempre ben educati, vorrei che le mie parole non siano solo semplici accozzaglie di lettere e spazi. Vorrei mi ascoltassero ma spesso mi rendo conto che nemmeno io so spiegarmi, nemmeno io riesco a capire quello che vorrei dire.
Sono esausto, esaurito, ho trovato qualcosa per cui vale la pena lottare e ogni cosa si muove contro di me quasi a dirmi che sto sbagliando, che la mia strada è un’altra e non capisco perché, non capisco perché dopo anni di gioie, dopo anni di dolori, dopo anni di inculate, dopo tutto quello che ho passato, trovare qualcosa di così prezioso e ritrovarmi quasi costretto a doverci rinunciare, non capisco.
Scrivo come un ossesso su una pagina elettronica e tutto quello che vorrei fare è urlare a squarciagola contro il mondo che mi sono rotto i coglioni di compiacere le persone, che mi sono rotto i coglioni di dover essere sempre quello che le persone si aspettano che io sia, che mi sono rotto i coglioni di prendere la merda in faccia, che mi sono rotto i coglioni di tutto, della casa, del lavoro, degli amici, della macchina, dei vestiti, di chi mi guarda con disprezzo, di chi mi giudica, di chi mi parla dietro e di chi mi parla davanti, di chi mi guarda e basta, mi sono rotto i coglioni eppure……non ho la forza di muovere un dito. Quante volte ho pensato di dare una svolta decisa alla mia vita nemmeno lo ricordo, tante, troppe ma nessuna di queste volte ho poi fatto nulla che mi servisse davvero, solo palliativi, decisioni conservative giusto per tirare avanti un po’ di tempo e non dover arrivare seriamente ad appendermi al balcone ma mai niente che potesse veramente essere d’aiuto. Non sarò mai un cazzo di nessuno nella vita. Niente mi riesce bene e la sola cosa che potrei essere capace di fare con tutto me stesso mi viene negata, non ho un futuro, non sono il futuro e forse nemmeno il presente, sono solo l’ammasso di ricordi ed esperienze fini a se stesse, l’aiuto e il rifugio temporaneo per chi, bisognoso di sfogarsi, si rivolge a me speranzoso di alleviare un po’ le sue paranoie.
Sono una spugna emotiva, assimilo le esperienze e le emozioni altrui come fossero mie, mi ritrovo catapultato a vivere la realtà di mille altre persone, reali e non e perdo completamente di vista la mia di realtà, lasciando che la mia vita e le mie scelte mi scivolino sotto mano.
Mi sveglio la mattina e non capisco che cosa mi sono svegliato a fare.