La nostra vita s'intreccia a doppio filo tra sogno e realtà. Nasciamo e cresciamo in una bambagia di pura fantasia, accoccolati tra le braccia dei nostri sogni e delle persone che ci vogliono bene, assaporiamo qualche briciola di realtà come fosse qualcosa di estraneo alla nostra esistenza e pian piano le piccole briciole diventano sempre più importanti, sempre più presenti e sempre più insistenti. Quando diventiamo "adulti" la nostra vita sembra dover diventare solamente pura "realtà", diventiamo pragmatici, portati a vivere le nostre emozioni come semplici derivazioni delle nostre azioni, perdiamo la coscienza e la conoscenza dell'esistenza di quell'altro filo conduttore della nostra esistenza.
Il sogno non è più presente in noi se non come componente incosciente e innaturale, lo identifichiamo principalmente come qualcosa che ci distoglie dalla vità e dalla realtà, un rifugio nei momenti di difficoltà, ma un rifugio instabile, senza capacità rigeneratrici di alcun genere...insomma lo snaturiamo completamente.
Più cresciamo più cerchiamo disperatamente di districare questi due fili, dicendoci ripetutamente che non possono coesistere insieme, che è fuori natura, che è deleterio. In realtà sognare non significa distrarci e distoglierci dalla realtà, sognare ci aiuta a superare i nostri limiti, a spostarli oltre il limite che la ragione e la realtà ci impongono. Sognare significa capire a fondo e comprendere le nostre emozioni per aiutarle a prendere una forma reale, per materializzare i nostri desideri. Come posso essere soddisfatto della mia realtà se non ho la capacità primaria di plasmarla grazie alla mia fantasia? Probabilmente non lo sarei mai.
Dobbiamo smettere di concentrarci nel districare questi due fili, piuttosto, dobbiamo imparare a coltivare questo legame che, già di per sè, con il tempo tende a sciogliersi. Diventare padroni della propria vita significa anche diventare coscienti di questo legame e imparare a preservarlo e coltivarlo.
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